Le pagelle del Giro d'Italia UVIS 2018

Le pagelle UVIS del Giro d'Italia 2018

Matias Biscay de la Vega 6
Era il suo primo Giro e gli va dato atto di tenere duro per tutte e tre le settimane. Purtroppo però non lo si vede mai attaccare o tenere le ruote dei primissimi in salita.

Riccardo Zucchi 8
La rivalità interna con Andreoli non gli giova in salita, ma a cronometro fa due su due e indossa la maglia rosa per sei giorni. Per la quinta volta in carriera chiude un Giro in top five.

Tommaso Conforti 6,5
Chiude ben nove tappe in top ten, ma quest'anno non riesce a lasciare il segno. La cronometro finale gli è poi fatale per un piazzamento finale nei dieci.

Maximilian Miller 6,5
Un buon esordio in top 20 al primo Grande Giro per il giovane scalatore statunitense.

Cristian Cavalieri 9,5
Il suo Giro d'Italia è mostruoso. Vince a Macerata e Frascati, entra in top ten per altre 11 volte, indossa la maglia rosa per quattro giorni e fa da ultimo uomo al plurivittorioso Gaviria. Alla fine è ottavo, ma soltanto perché a crono si riposa. Non sarà facile rivederlo a questi livelli.

Antonio Reda 8,5
È la vera sorpresa di questa edizione. Il 26enne toscano è a lungo in corsa per la maglia rosa, ma alla fine non riesce a prendere le misure ai tapponi alpini. Il sesto posto è comunque un buon passo in avanti per lui. 

Paolo Bitta 5
Il suo miglior piazzamento è il quarto posto di Battipaglia. Non riesce mai a ingranare e ad essere realmente competitivo. Tiene però bene in salita, ma non è che gli serva a molto.

Alvise Olivieri 5,5
Parte bene conquistando la maglia azzurra, ma non ha il passo per provarci nelle tappe più difficili. Peccato.

Fabio Andreoli 7
Arriva con il peso di essere il grande favorito e finisce col sentirlo tutto. Non vince tappe, ma ha il merito di essere il più attivo sulle Alpi per provare a mettere in difficoltà Nibali. Alla fine agguanta il terzo posto, ma non è abbastanza per un campione come lui.

Michele Iv3rson 5
Tornava al Giro dopo otto anni con la promessa di farsi valere almeno a cronometro. Invece si ritrova soltanto ad essere "uno dei tanti" e non il campionissimo che tutti si aspettavano.

Michele Stivaloni 5,5
Non brilla, ma è tornato a correre da poco e non poteva dare di più.

Luca Heldram 5,5
Non demerita, ma il suo è un Giro anonimo. Mai in corsa per una vittoria di tappa, fa un passo indietro rispetto alle ultime apparizioni.

Christophe Lemaitre 6 di incoraggiamento
Un esordio da incubo per il francese che non riesce a essere d'aiuto ad Angand a causa di una brutta caduta.

Tommaso De Marchin 9
Con un po' più di attenzione avrebbe vinto il suo primo Giro d'Italia. L'esperto corridore Milanese demolisce Nibali a cronometro e lo attacca in salita sui tapponi alpini, ma paga le tappe miste dove il messinese gli è superiore. Appuntamento all'anno prossimo?

Enrico Anselmi 8
Al primo Grande Giro in maglia Trek-Segafredo si migliora leggermente rispetto all'esperienza dell'anno passato. Trova anche il coraggio di attaccare in salia, suggellando un ottimo settimo posto finale.

Brock Lesnar 4
Doveva essere uno dei velocisti di riferimento e invece è completamente fuori forma. Di conseguenza, alle prime difficoltà finisce fuori tempo massimo.

Francesco Grassi 9
Il lavoro di gregariato a favore di Nibali quest'anno è determinante. Sfiora il successo a cronometro a Villach e in salita è praticamente sempre fino al traguardo insieme al proprio capitano. Questo successo è gran parte merito suo.

Gabriele Currego 6 di stima
Il suo Giro si interrompe praticamente ancora prima di cominciare. Un brutto colpo per la maglia bianca designata che ora deve reinventarsi la stagione.

Marco Pantani Lazarus 5
Non sembra più essere il Lazarus che saliva sul podio quattro anni fa. Per tutto il Giro, soprattutto a cronometro, sembra però non affondare mai sull'acceleratore.

André Angand 6
Ci si aspettava qualcosa di più dal 28enne transalpino, il quale però ha il merito di non mollare fino alla fine e di chiudere il Giro al decimo posto.

Alfredo Argentin 6 di stima
Secondo ritiro consecutivo per lo sfortunatissimo azzurro che comincia ad avere un pesante credito con la sfortuna.

GLI ALTRI...

Fernando Gaviria 10
Ben sette vittorie, per lo più schiaccianti, in volata sono un bottino straordinario. Promosso a pieni voti.

Marc Soler 7
Approfitta degli scivolini di Currego e Bernal per vincere la maglia bianca. Coraggioso e fortunato.

Sergey Chernetskiy 9
Vince la maglia azzurra con due tappe a corollario. Nessuno se lo aspettava, ma è lui uno dei grandi protagonisti di questa edizione.

Vincenzo Nibali 10
Corre dal primo all'ultimo giorno con l'attenzione che gli altri non hanno, riscattando l'opaca prestazione dell'anno passato. E questo gli vale il Giro, anche se vince solo una tappa in Austria.

Fabio Aru 7
Gli sfugge il podio di un soffio e non vince tappe. Però è uno dei più regolari per tutte e tre le settimane.

Jan Bakelants 6,5
Cerca la fuga più volte, ma non riesce a centrare il successo di tappa. Sarà per la prossima.

Movistar 8
Vincono una sola tappa con Valls, però vincono facilmente la classifica a squadre grazie alle buone prestazioni di Soler, Conforti e Landa.

BORA-hansgrohe 6
Corrono in modo non perfetto su troppi fronti: piazzano tre uomini nei 20, ma non vincono il Giro. Vincono però due tappe con Zucchi e una con Bennett. 

Rigoberto Uran 6 di stima
Così come per Currego, il suo Giro termina a causa di una caduta. Appuntamento alla prossima.