Le pagelle del Giro d'Italia UVIS 2019

Le pagelle UVIS del Giro d'Italia 2019

Tommaso De Marchin 10
Raramente si può defnire "perfetta" la corsa di qualcuno, ma questo è proprio il caso di sbilanciarsi. Perfetto dal primo all'ultimo giorno, non perde mai la calma e si dimostra il migliore su tutti i terreni, arrivando laddove i suoi coetanei "storici" Lazarus e Zucchi non sono arrivati.

Carlo Malvestio 9
Senza le due cronometro, avrebbe perso il Giro per soli due secondi. Nel testa a testa non ha pagato nulla da De Marchin, quindi non ha nulla da riproverarsi.

Christian Cavalieri 8
Se non fosse stato per lo scivolone nell'ultimo tappone, il suo Giro sarebbe stato da nove. Due vittorie di tappa e la maglia ciclamino sono comunque tanta roba per un corridore che arrivava dalla vittoria della Liegi e da un'edizione 2018 sopra le righe.

Fabio Andreoli 7,5
Non è il solito Andreoli. Troppo altalenante in montagna e poco costante sugli altri terreni. Fallisce il sesto podio consecutivo, ma la sua prestazione è comunque positiva.

Gabriele Currego 7
Resiste bene per metà Giro, poi sulle grandi salite cede costantemente, pur disputando con forza e tenacia l'ultimo tappone, che gli permette di conquistare la sesta piazza. È ancora un incompiuto, ma lo aspettiamo fiduciosi ai prossimi appuntamenti importanti.

Pablito Messi 8
Torna al Giro dopo tantissimi anni e gioca d'esperienza, vincendo subito una tappa. In classifica generale alla fine è settimo solo perché l'ultima tappa di montagna gli è indigesta.

Giuseppe Nappi 6,5
Non fa nulla di eclatante, ma la fuga nell'ultima tappa di montagna gli permette di fare un bel colpo gobbo e di chiudere con un non posto molto incoraggiante.

Michele Stivaloni 6,5
Disputa un Giro piuttosto interessante, facendo un netto passo in avanti rispetto alla scorsa edizione e chiudendo in top ten. Che sia finalmente giunto a piena maturità?

Matias Biscay de la Vega 6
Alti e bassi come al solito per l'argentino, che conclude il Giro a ridosso della top ten grazie alla stessa fuga di Nappi. Rispetto all'anno scorso è un importante passo in avanti e siamo certi che nei prossimi anni migliorerà ancora. 

Mirko Bargikovsky 6,5
È la vera sorpresa del Giro almeno per 3/4 della corsa. Alla lunga, però, paga l'esordio in una corsa di tre settimane crollando proprio negli ultimi giorni. Alla fine è comunque tredicesimo all'esordio in un Grande Giro, che non è niente male.

Francesco Grassi 5
La fuga del penultimo giorno non è abbastanza per uno come lui che arrivava con tutte le carte in regola per fare classifica. Chiudere a mezz'ora dalla maglia rosa è un prezzo pesante da pagare. Era più convincente in versione gregario.

Riccardo Zucchi 5,5
Quest'anno lo abbiamo visto nell'inedita veste di uomo all'attacco e non di classifica. Anche a cronometro fatica, a dimostrazione che la forma proprio non c'è. 

Mikhail Novitopolsky 5
È sfortunato a cadere quando faceva parte della maxi fuga del penultimo giorno, ma non basta per salvare un Giro decisamente opaco.

Luca Heldram 7
Gli anni passano, ma lui è sempre qui. Nonostante i 36 anni si gioca almeno un successo di tappa e aiuta il più possibile Andreoli. Una certezza.

Alfredo Argentin 6 di incoraggiamento
Prova qualche fuga, ma quando ci riesce non ha la gamba per arrivare fino in fondo.

Alvise Olivieri 4
Non si fa mai vedere, peccato perché aveva tutte le carte in regola per cogliere qualche piazzamento.

Michele Iv3rson 6 di stima
Non riesce nemmeno ad arrivare alla cronometro a causa di una caduta. Sfortunato.

Bobo Panciotti e Martijn Wagner 6 di incoraggiamento
Sono giovani... li rivedremo in futuro più preparati all'appuntamento.

Paolo Bitta 4
D'accordo che gli anni passano per tutti, ma quest'anno è arrendevole in modo ingiustificato.

GLI ALTRI...

Dylan Groenewegen 9
Con tre vittorie è il miglior velocista del Giro.

Mark Cavendish 8,5
Due vittorie di tappa sono il giusto modo per festeggiare il successo finale del compagno De Marchin.

Esteban Chaves 10
Vince una tappa e la maglia azzurra attaccando a ripetizione nelle tappe di montagna. La Mitchelton-Scott ha giocato al meglio tutte le frecce al proprio arco.

Vincenzo Nibali 7
Non è lo stesso Nibli dell'anno scorso e perde troppo terreno soprattutto nelle prime giornate. Comunque lotta e alla fine sale sul podio con merito.

Tao Geoghegan Hart 6,5
Ha il merito di vincere la maglia bianca, ma deve ringraziare il compagno Bernal che si auto-elimina...

Thibaut Pinot 6,5
Crea uno strano dualismo con Grassi e poi dà anche l'assalto alla maglia azzurra senza successo, pur vincendo una tappa a Cortina. Confuso.

Ilnur Zakarin 8,5
Non si vede mai, ma la classifica generale non mente. Il quinto posto è suo a gran sorpresa.

UAE Team Emirates 8
Grazie alle prestazioni di Andreoli, Heldram e Daniel Martin vincono con merito la classifica a squadre.

Chris Froome 5
Dopo il quasi ribaltone dello scorso Tour, ce lo aspettavamo più arrembante.