Le pagelle del Giro d'Italia UVIS 2020

Le pagelle UVIS del Giro d'Italia 2020

André Angand 10
Patisce una battuta d'arresto soltanto a Lago di Pramollo, dove rischia di compromettere tutto il Giro. Ma ormai l'esperienza lo ha temprato e non si deprime, rilanciando alla grande. Vittoria meritata.

Mikhail Novitopolsky 9
Protagonista per la prima volta dei piani alti di un Grande Giro, si gestisce al meglio senza scoraggiarsi e dando tutto il possibile, cedendo il passo semplicemente ad un avversario più forte di lui. Alla fine il secondo posto lo ripaga della fatica fatta.

Riccardo Zucchi 5,5
Tre buone prestazioni a cronometro non bastano per salvare un Giro che lo ha visto opaco protagonista sulle grandi montagne.

Fabio Andreoli 4---
L'italo-sloveno partiva con i favori del pronostico e invece si è sciolto come neve al sole, scomparendo definitivamente sullo Stelvio. Ad maiora.

Christophe Lemaitre 8
Soffre una forma non ottimale a inizio Giro, ma nei momenti cruciali dell'ultima settimana è sempre al fianco del capitano. Fondamentale, o quasi.

Gabriele Currego 6
Non aveva iniziato male, tornando nelle zone alte della classifica dopo la cronometro di Foligno. La fortuna però si accanisce su di lui anche quest'anno costringendolo al ritiro. Alla prossima.

Michele Iv3rson 5,5
Dopo avere sfiorato la prima maglia rosa per soli pochi centesimi di secondo di fatto scompare, pagando anche un tracciato troppo difficile per lui nella crono di Foligno. Chiude bene a Milano, ma non basta.

Giuseppe Nappi 4
Dopo il nono posto dell'anno scorso ci si aspettava qualcosa di più solido. Invece esce subito di classifica e quando va in fuga non riesce a farsi valere. Rimandato.

Robert Williams 6
Le prime difficoltà lo tagliano subito fuori dalla lotta per la maglia rosa. Lui però tenta più volte la fuga, arrivando terzo nel tappone di Livigno. Mostra carattere, ma ci si aspettava qualcosa di più.

Giacomo Marquetz 5
Giro imbarazzante per un ex vincitore. Si vede poco e, in più, gli è fatale una caduta in discesa che lo costringe al ritiro. Lo aspettiamo finalmente competitivo in estate.

Mirko Bargikovsky 4
L'anno scorso si distinse in positivo per due settimane straordinarie e una top 15 finale. Quest'anno scompare subito ed è poi costretto al ritiro nella stessa tappa di Currego. Male.

Filippo Olivieri 7
Non è certo un corridore appariscente, ma la fuga del penultimo giorno risolleva il morale e la classifica. Alla fine è top ten con lo stesso tempo di Anselmi e per questa volta gli è andata bene.

Enrico Anselmi 6,5
Ci si aspettava un Giro di più alto profilo, però ha preferito giocare anche quest'anno il ruolo del battitore libero. La sua grande occasione arriva con la fuga verso Ponte di Legno, ma si imbatte in un Chaves in giornata di grazia.

Paolo Bitta 5
Gli anni si fanno sentire per il 35enne friulano che si piazza in qualche volata e nulla più.

Christian Cavalieri 9
Due vittorie di tappa e il quarto posto finale vanno oltre ogni più rosea aspettativa della vigilia per il 29enne fenomeno calabrese. Anche quest'anno è tra i più attivi e spesso è lui ad accendere la miccia in salita tra i big. Paga una tattica di squadra un po' confusionaria che, meglio gestita, avrebbe potuto portarlo sul podio.

Alfredo Argentin 6 di incoraggiamento
Anche quest'anno dimostra poco feeling con il Giro, non riuscendo a distinguersi.

Simone Pozzi 5,5
Arriva a questo Giro troppo stanco per mettere in mostra il proprio talento. Sarà per la prossima volta.

Klaus Bjoergen 8
Manca solo il successo di tappa al talentuoso scalatore norvegese. Decide di non fare classifica per dedicarsi anima e corpo alla maglia azzurra e a un successo di tappa, ritrovandosi però con un pugno di mosche in mano. Il passaggio per primo sullo Stelvio, cima Coppi di questa edizione, resterà comunque negli annali.

Nino D'Agata 7
Un solo successo di tappa non è abbastanza per portarsi a casa la maglia ciclamino, che gli avrebbe permesso di portare a termine il grande slam nei GT.

Bobo Panciotti 6,5
Raggiunge l'obiettivo prefissato, ovvero vedere la Madonnina a Milano.

Francy Jack 6
Tutta esperienza per il giovane scalatore che dimostra stoffa.

Martijn Wagner 5,
Purtroppo non riesce a finire il Giro neanche quest'anno.

GLI ALTRI...

Fernando Gaviria 9
Tre vittorie di tappa come Groenwegen lo scorso anni per il Re dei velocisti del Giro.

Sam Bennett, Giacomo Nizzolo, Arnaud Démare 8
Una vittoria di tappa a testa in un Giro mai così aperto per i velocisti.

Esteban Chaves 10
Due tappe vinte, classifica a squadre e maglia azzurra per il secondo anno consecutivo per lo scricciolo colombiano che ormai è una garanzia.

Egan Bernal 8
Non è ancora maturo per tenere tre settimane, ma vincendo una tappa e la maglia bianca dimostra a tutti di che pasta è fatto.

Romain Bardet 7
Attacca spesso in salita e alla fine è terzo. Buona prestazione.

Simon Yates 6,5
Buon Giro per lui anche se non è tra i più appariscenti in salita e a crono.

Geraint Thomas 7
Il nono posto finale e una vittoria di tappa maestosa a Foppolo non sono male per l'esperto gallese.

Mikel Landa 6 di incoraggiamento
Aveva il successo di tappa in tasca a Nago-Torbole, ma il compagno Wout Poels gliela scippa a pochi metri dal traguardo. Sicuramente il momento più triste di questo Giro.

Peter Sagan 5
Sfiancato da anni da ultimo uomo per D'Agata, fatica a rientrare nei panni del velocista.